22 luglio: Angkor Thom, Bayon e Angkor Wat

22 luglio: siamo pronti per le 8 (quasi) e nella hall ci attende Mr. Vannen, la guida che ci accompagnerà nel soggiorno a Siem Reap. Ho molte attese sui templi che andremo visitare oggi, sono già nel mio immaginario, nei miei occhi. Sono certo che tutti noi ne rimarremo impressionati.

Riporto una breve presentazione tratta dalla guida Lonely Planet.

Angkor è in senso letterale un paradiso in terra. È infatti la rappresentazione  terrena del Monte Meri, l’Olimpo della fede hindu, dimora degli antichi dèi. Angkor costituisce la perfetta fusione di ambizione creativa e devozione spirituale. Gli antichi sovrani del paese, considerati pari a dèi, cercarono di superare i loro predecessori facendo edificare templi più grandi, dalle proporzioni e dalle simmetrie perfette, un processo che culminò con la costruzione del più grande edificio religioso al mondo, Angkor Wat. Angkor era una città che, ai tempi del suo massimo splendore, quando Londra era un’insignificante cittadina di 50mila abitanti, vantava una popolazione di 1milione di abitanti. Le abitazioni, gli edifici pubblici, i palazzi di Angkor erano costruiti in legno (e per questo sono scomparsi) perché gli edifici in mattone o in pietra erano riservati agli dèi. Angkor è uno dei siti antichi più spettacolari del pianeta, l’ottava meraviglia del mondo, che unisce in sè le dimensioni gigantesche della Grande Muraglia cinese, la raffinata cura per il dettaglio del Taj Mahal e il simbolismo e la simmetria delle piramidi.

Dopo di ciò, credo che per descrivere la magia del posto siano suffiicenti alcune foto.